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Follie Moderne: tecnologia, AI etc
Quando il progresso promette di semplificare la vita ma riesce a complicarla. AI, tecnologia e paradossi della modernità osservati da ODRUSSA.


Google Maps: la strada semplice che prima vuole dati, stelle e fiducia cieca
Google Maps promette di portarci ovunque senza fatica. Poi arrivano cronologia delle posizioni, recensioni, schede aziendali, AI, traffico, foto e utenti che per scegliere una pizzeria devono interrogare una cartografia con ambizioni da oracolo.


TeamSystem: la contabilità in cloud che prima vuole IBAN, dati e sangue freddo
TeamSystem ha subìto un attacco hacker che ha esposto IBAN, dati personali e informazioni contabili di alcuni clienti. La contabilità doveva salire in cloud per diventare leggera. Poi qualcuno ha bussato alla nuvola e ha trovato anche le coordinate bancarie.


Hugging Face: l’AI aperta che prima vuole modelli, dataset e token
Hugging Face promette intelligenza artificiale aperta, modelli pronti e una community globale. Poi arrivano model card, dataset, licenze, token, GPU e persone che volevano provare l’AI ma finiscono a fare i magazzinieri del machine learning.


SEND: la notifica digitale che prima vuole PEC, SPID e ricevute
SEND promette notifiche pubbliche più semplici, legali e digitali. Poi arrivano PEC, domicilio digitale, accessi, ricevute, avvisi e cittadini che per ricevere un atto devono prima amministrare la propria reperibilità come un ufficio protocollo personale.


Oura Ring: il benessere al dito che prima vuole sonno, dati e consenso
Oura Ring promette di aiutarti a capire sonno, recupero, stress e segnali del corpo. Poi arrivano sensori, punteggi, app, privacy, AI e persone che per ascoltarsi devono prima sincronizzare un anello.


PlayStation Plus: il gioco libero che prima vuole piani, cataloghi e scadenze
PlayStation Plus promette giochi, multiplayer online, cataloghi e vantaggi per ogni tipo di giocatore. Poi arrivano Essential, Extra, Premium, titoli riscattati, giochi che escono dal catalogo e utenti che volevano solo accendere la console ma finiscono a gestire una piccola biblioteca con abbonamento.


iPhone 18 Pro: il futuro in tasca che prima vuole rumor, RAM e finanziamento
iPhone 18 Pro promette chip A20, AI, fotocamera evoluta e un design più pulito. Prima però arrivano indiscrezioni, rincari possibili, memoria da sorvegliare e utenti che studiano un telefono non annunciato come fosse un piano industriale tascabile.


Occhiali smart: la vista aumentata che prima vuole fotocamera, AI e consenso
Gli occhiali smart promettono una realtà più semplice, tradotta, registrata e assistita dall’intelligenza artificiale. Poi arrivano microfoni, fotocamere, notifiche, privacy, batteria e persone che volevano guardare il mondo ma finiscono a configurare il proprio campo visivo.


Classroom: la classe digitale che prima vuole account, dati e compiti caricati
Classroom promette lezioni ordinate, compiti senza quaderni dimenticati e scuola più semplice. Poi arrivano account, notifiche, rubriche, file, privacy, learning analytics e docenti che per fare lezione devono amministrare una piccola piattaforma educativa.


Ikea Xbox: il salotto gaming che prima vuole cartone, teaser e brugola
Ikea e Xbox lasciano intravedere una collaborazione dedicata al gaming. Il videogiocatore voleva accendere la console. Ora deve capire se il mobile respira, se il controller ha una casa e se il divano è compatibile con il futuro.


Problemi Vodafone oggi: Internet veloce che prima vuole un rito davanti al modem
Vodafone promette rete fissa, mobile, fibra e navigazione ovunque. Poi basta un rallentamento e l’utente diventa tecnico domestico, cartografo dei disservizi, lettore di spie luminose e candidato naturale al 190.


CarPlay: il cruscotto intelligente che prima vuole iPhone, cavo e permessi
CarPlay promette di far sparire l’iPhone mentre guidi. Poi arrivano compatibilità, Siri, dashboard, cavi, autorizzazioni e automobilisti che volevano guardare la strada ma finiscono a configurare il cruscotto come un piccolo ufficio mobile.


TradingView: il grafico chiaro che prima vuole indicatori, community e sangue freddo
TradingView promette grafici puliti, analisi tecnica e idee di mercato a portata di browser. Poi arrivano indicatori, watchlist, dati fondamentali, alert, commenti pubblici e persone che volevano capire un prezzo ma finiscono a dirigere una piccola sala operativa domestica.


Unitree: il robot umanoide che prima vuole IPO, multipli e folla retail
Unitree promette robot umanoidi e quadrupedi pronti a camminare nel futuro. Prima però arrivano IPO a Shanghai, domanda retail fuori scala, valutazioni private, derivati crypto e investitori che sognano un automa ma comprano soprattutto una sigla.


GitHub down: il codice distribuito che prima vuole che torni il sito
GitHub down dovrebbe essere solo un incidente tecnico. Invece basta un rallentamento per trasformare sviluppatori, aziende, progetti pubblici e automazioni in persone ferme davanti a una porta digitale che tutti chiamavano distribuita.


Starlink: Internet dal cielo che prima vuole orbite, geopolitica e una parabola
Starlink promette Internet veloce anche dove la fibra non arriva e il cellulare si arrende. Poi arrivano orbita bassa, antenna, cielo libero, contratti, governi, regolatori e cittadini che per mandare una mail dalla campagna finiscono dentro una questione geopolitica.


Bending Spoons: l’unicorno italiano che prima vuole utenti, multipli e pazienza
Bending Spoons promette l’orgoglio tech italiano: app globali, acquisizioni e numeri da unicorno. Poi arrivano valutazioni, utenti attivi, indicatori tecnici, forum di finanza e persone che volevano solo modificare una foto ma finiscono dentro una tesi sui multipli dei ricavi.


RaiPlay: il servizio pubblico semplice che prima vuole account, app e pazienza
RaiPlay promette televisione pubblica disponibile ovunque, gratis e quando vuoi. Poi arrivano account, smart TV, cataloghi, app, diritti, login e spettatori che per vedere un documentario finiscono amministratori del proprio salotto digitale.


0-day: la falla invisibile che prima vuole una patch impossibile
Lo 0-day promette la grande minaccia informatica invisibile. Poi arrivano patch, avvisi, riavvii, fornitori, dashboard e utenti che scoprono di essere protetti soprattutto contro problemi già abbastanza noti da avere un nome.


Google Store: il negozio semplice che prima vuole account, app e misurazioni
Google Store promette acquisti facili, dispositivi ordinati e servizi pronti all’uso. Poi arrivano account, Play Store, permessi, dati, dashboard e utenti che volevano comprare un telefono ma finiscono dentro una piccola amministrazione dell’ecosistema.
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