Ikea Xbox: il salotto gaming che prima vuole cartone, teaser e brugola
- 20 ago
- Tempo di lettura: 3 min
Il salotto entra nel trailer
Ikea e Xbox hanno scoperto una cosa che milioni di persone sapevano già, ma senza chiamarla partnership: le console vivono in salotto, tra telecomandi, cavi HDMI, mensole troppo strette e prese elettriche occupate da lampade che nessuno accende mai.
Un teaser ha lasciato intuire una collaborazione tra il marchio Microsoft e il colosso svedese, raccontata da Adnkronos sulla collezione Ikea ispirata a Xbox e rilanciata anche da Multiplayer sulla misteriosa collaborazione tra Xbox e Ikea. In pratica, anche il mobile TV ha ottenuto il suo momento da reveal, con la dignità solenne di un prodotto annunciato prima ancora di sapere se conterrà davvero qualcosa.
La console non sta mai dove dovrebbe
Xbox Series X è stata presentata al mondo come una torre pulita, verticale, quasi architettonica. Poi è arrivata nelle case reali, dove l’architettura domestica consiste spesso in un vano orizzontale progettato quando il massimo della tecnologia era un lettore DVD basso come una lasagna.
Ikea se ne era già accorta quando, secondo HDblog sulle copie in cartone di PS5 e Xbox Series X, alcuni negozi avevano usato repliche a grandezza reale delle nuove console per aiutare i clienti a capire se entravano nei mobili. La nuova generazione del gaming, prima di mostrare il ray tracing, ha dovuto superare la prova del cartonato infilato nello scaffale. Non troppo diverso da chi compra una PlayStation 5 e scopre che la velocità vuole prima spazio, update e pazienza.
Il gaming domestico diventa arredamento tecnico
Ikea non arriva da turista in questo territorio. Aveva già lanciato una gamma per il gaming con famiglie di prodotti come UPPSPEL, LÅNESPELARE, MATCHSPEL, GRUPPSPEL, UTESPELARE e altre parole che sembrano nomi di boss nordici ma sono scrivanie, sedie e accessori, come indicato nella pagina ufficiale Ikea sulla linea gaming.
Il videogioco, che una volta richiedeva una presa libera e una televisione disponibile, oggi ha bisogno di postura, superfici, canaline, illuminazione, cuffie appese con compostezza e una sedia che non sembri rubata alla cucina. Wired raccontava la prima linea gaming Ikea come una collezione da decine di prodotti; il joypad, nel frattempo, è diventato il pretesto per riorganizzare mezza stanza.
Microsoft porta l’ecosistema, Ikea porta il metro
Xbox non è più solo una scatola nera da collegare. È account, abbonamenti, aggiornamenti, cloud, store digitale, notifiche, memoria interna da amministrare e giochi che pesano abbastanza da far sembrare leggero un trasloco. Microsoft ha già trasformato il computer di casa in una piccola centrale di permessi, come succede anche con Microsoft Windows e il desktop che prima vuole account, update e dati.
Ikea, più discretamente, aggiunge il metro a nastro. Quanto è alta la console? Respira abbastanza? Il cavo arriva alla presa? Il router è troppo lontano? La mensola regge? Il tempo libero moderno comincia quando un adulto inginocchiato davanti al mobile misura l’aria intorno a una console come se stesse progettando una centrale termica.
Il design democratico ha bisogno di istruzioni
Ikea vende da sempre l’idea che una casa ordinata sia accessibile a tutti. Xbox vende l’idea che il gioco sia immediato, condiviso, pronto. Insieme potrebbero produrre l’oggetto perfetto per questa epoca: qualcosa che promette semplicità e arriva in una scatola piatta, con viti, QR code, compatibilità e un nome da pronunciare con rispetto.
Non è necessario immaginare una rivoluzione. Basta pensare a un supporto per controller con accento verde, un mobile ventilato, un porta cuffie, una scrivania che sa di arena competitiva ma deve comunque stare tra il termosifone e la libreria Billy. Anche comprare tecnologia ormai assomiglia a entrare in un ecosistema, come nel Google Store, dove il negozio semplice vuole account, app e misurazioni.
Prima si gioca, appena finito il montaggio
Forse la collaborazione Ikea Xbox sarà una collezione brillante, utile, perfino bella. Forse risolverà davvero il problema delle console abbandonate in diagonale, dei cavi visibili e delle cuffie deposte sul divano come animali domestici stanchi.
Resta l’immagine più fedele di tutte: il videogiocatore che voleva entrare in un mondo aperto e invece passa il sabato pomeriggio a interpretare un manuale illustrato, cercando il pezzo B nel sacchetto 3. La brugola è diventata una periferica di nuova generazione.
ODRUSSA!


