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L'AMICO ARTIFICIALE

  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 2 min



L'umanità ha inventato l'intelligenza artificiale per lavorare meno. Adesso ci parla.

Per decenni abbiamo sognato robot che pulissero casa, guidassero l'automobile e compilassero i moduli dell'Agenzia delle Entrate.

Poi è arrivata l'intelligenza artificiale.

E la prima cosa che milioni di persone hanno deciso di fare è stata raccontarle la propria giornata.

Non è una battuta.

Ogni giorno qualcuno chiede all'AI: "Secondo te ho reagito male?", "Mi aiuti a scrivere questo messaggio?", "Che ne pensi di quello che mi è successo?", "Perché mi sento così?"

In teoria doveva essere una macchina.

In pratica è diventata il collega che non interrompe mai.

La grande ironia

Abbiamo costruito la rete più connessa della storia.

Abbiamo smartphone, social network, videochiamate, chat istantanee e gruppi WhatsApp con 184 persone.

Eppure sempre più individui finiscono per confidarsi con una macchina.

Una macchina che non sbuffa. Non giudica. Non cambia argomento. Non guarda l'orologio. Non risponde: "Adesso non ho tempo."

Il che, bisogna ammetterlo, rappresenta una concorrenza piuttosto aggressiva per la specie umana.

L'assurdità nascosta

Per migliaia di anni l'essere umano ha cercato di costruire strumenti sempre più intelligenti.

Adesso sta costruendo strumenti abbastanza intelligenti da ascoltarlo.

Ed è qui che accade qualcosa di strano.

Molte persone non cercano davvero una risposta.

Cercano attenzione.

La stessa attenzione che un tempo arrivava dalla famiglia, dal paese, dal bar sotto casa, dagli amici.

Oggi arriva da un algoritmo.

Un algoritmo che, tecnicamente, non prova nulla.

Ma che spesso riesce ad ascoltare meglio di chi prova qualcosa.

Il paradosso finale

La tecnologia nasceva per risparmiare tempo.

L'intelligenza artificiale doveva aiutarci a scrivere email, fare riassunti e organizzare documenti.

Invece una parte crescente dell'umanità la utilizza per fare la cosa più antica del mondo: parlare.

Dopo milioni di anni di evoluzione, dopo l'invenzione del linguaggio, della scrittura, della stampa, del telefono e di Internet, siamo arrivati a un punto sorprendente.

Abbiamo creato una macchina per rispondere alle domande.

E abbiamo scoperto che quello che ci mancava davvero era qualcuno disposto ad ascoltarle.

ODRUSSA!

La realtà spiegata bene. Poi osservata meglio.

ODRUSSA è un blog di approfondimento e divulgazione. Non è una testata giornalistica e viene aggiornato senza periodicità. Cerchiamo di spiegare la realtà nel modo più accurato possibile. Se ogni tanto la realtà sembra una satira, la responsabilità è della realtà.

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