top of page

PlayStation Plus: l’abbonamento che trasforma il divano in un contratto

  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

PlayStation Plus è una di quelle invenzioni moderne che sembrano semplici: paghi, giochi, sei felice. Poi scopri che esistono livelli, cataloghi, giochi mensili, salvataggi cloud, prove a tempo, classici, sconti, multiplayer online e una serie di decisioni che trasformano una serata sul divano in una riunione condominiale con controller. In teoria è l’abbonamento Sony per chi possiede PS4 o PS5 e vuole ottenere qualcosa in più rispetto al semplice accendere la console e fissare l’icona di un gioco comprato nel 2019. In pratica è un ecosistema: un po’ servizio, un po’ promessa, un po’ palestra per allenare la capacità di dire: questo mese lo gioco davvero. PlayStation Plus Essential è il livello base. Include il multiplayer online, alcuni giochi mensili da riscattare, sconti dedicati e lo spazio cloud per i salvataggi. È il piano per chi vuole giocare online senza troppi fronzoli e accetta l’idea, ormai normalissima, che per sfidare uno sconosciuto a FIFA serva un piccolo pedaggio digitale. PlayStation Plus Extra aggiunge il catalogo giochi, cioè una libreria di titoli PS4 e PS5 da scaricare e giocare finché restano disponibili. È il buffet dell’intrattenimento: entri con appetito, riempi il piatto di open world, indie acclamati e action mastodontici, poi ti accorgi che hai tre ore libere a settimana e un personaggio ancora fermo al tutorial. PlayStation Plus Premium è il piano più ricco, pensato per chi desidera anche classici, prove di gioco e, dove disponibile, funzioni di streaming. È il livello da archeologo digitale: permette di scavare nel passato PlayStation, con la tenerezza di chi ricorda i poligoni spigolosi come se fossero arte rinascimentale. Uno dei motivi principali per abbonarsi a PlayStation Plus resta il multiplayer online. Se vuoi giocare in rete alla maggior parte dei titoli a pagamento, serve l’abbonamento. È una regola ormai assorbita con la stessa rassegnazione con cui accettiamo gli aggiornamenti da 48 GB quando avevamo solo mezz’ora libera. Il lato positivo è che il servizio funziona come porta d’accesso a una vita sociale parallela, fatta di chat vocali, partite cooperative, sconfitte immeritate e amici che promettono di arrivare tra cinque minuti, frase che nel calendario videoludico equivale a un’era geologica. I giochi mensili di PlayStation Plus sono uno degli elementi più pubblicizzati. Ogni mese arrivano titoli da aggiungere alla libreria, a patto di riscattarli durante il periodo previsto. Non sono esattamente gratis, perché l’abbonamento lo paghi, ma la parola gratis nel mondo digitale ha sempre avuto una certa elasticità poetica. Il catalogo Extra e Premium, invece, offre più scelta immediata. È utile per provare giochi che non avresti comprato a prezzo pieno o recuperare titoli importanti saltati per mancanza di tempo, soldi o energia mentale. Il problema è che i giochi possono entrare e uscire dal catalogo, ricordandoci che il possesso digitale è spesso un elegante modo per dire: finché dura. La risposta è: dipende, che è la frase più onesta e meno soddisfacente della storia. Se giochi spesso online, Essential ha senso. Se ami provare molti titoli e non hai l’ossessione di possederli per sempre, Extra può essere molto conveniente. Se ti interessano classici, prove e funzioni aggiuntive, Premium diventa più interessante. Se invece accendi la console due volte l’anno, una per aggiornare il sistema e una per ricordarti la password, forse l’abbonamento merita una riflessione. PlayStation Plus premia chi gioca con una certa regolarità. Per tutti gli altri rischia di diventare una palestra pagata a gennaio e guardata con senso di colpa fino a dicembre. C’è poi il tema dei prezzi, che possono cambiare in base a durata, promozioni e area geografica. Conviene sempre controllare il costo annuale rispetto a quello mensile, perché il digitale ama presentarsi leggero, ma alla fine dell’anno sa fare addizioni con la precisione di un commercialista caffeinizzato. PlayStation Plus è un servizio utile, a tratti ricco, a tratti dispersivo. Offre multiplayer online, giochi mensili, cataloghi ampi e qualche comodità reale come il cloud. Ma richiede anche una domanda sincera: quanto gioco davvero? Perché l’abbonamento perfetto non è quello con più contenuti, ma quello che non trasforma il tempo libero in un inventario da gestire. Alla fine, PlayStation Plus è lo specchio del videogiocatore contemporaneo: desidera libertà, compra accessi, accumula possibilità e poi passa venti minuti a scegliere cosa avviare. Una piccola commedia tecnologica in cui il boss finale non è nel gioco, ma nel menu principale. ODRUSSA!

ODRUSSA è un blog di approfondimento e divulgazione. Non è una testata giornalistica e viene aggiornato senza periodicità. Cerchiamo di spiegare la realtà nel modo più accurato possibile. Se ogni tanto la realtà sembra una satira, la responsabilità è della realtà.

bottom of page