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Asilo nido: la prima grande selezione naturale dei genitori

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’asilo nido è quel luogo meraviglioso in cui i bambini imparano a socializzare, esplorare, mangiare qualcosa che a casa rifiuterebbero con sdegno e tornare con virus dal nome poetico. Per i genitori, invece, è il primo vero esame amministrativo dopo la nascita. Il percorso verso l’asilo nido inizia con una scoperta: bisogna muoversi presto. Molto presto. In certi casi, mentre il bambino sta ancora valutando se nascere. Le famiglie imparano rapidamente parole come domanda, scadenza, punteggio, preferenze e posti disponibili. La graduatoria è il grande oracolo. Tu inserisci dati, allegati, certificazioni, speranze e un paio di sospiri. Poi aspetti. Quando esce, la leggi con la stessa tensione con cui si controllano i risultati di un esame universitario. Parlare di costi dell’asilo nido richiede tatto. Le rette variano tra pubblico, privato, convenzionato, comunale, aziendale e altre formule che sembrano create da un comitato di commercialisti emotivamente provati. Nel frattempo, il genitore fa calcoli: part-time o tempo pieno? Mensa inclusa? Pannolini sì o no? Orario prolungato? Pre-ingresso? Post-uscita? A un certo punto non si sta più scegliendo un servizio educativo, ma configurando un’automobile. L’ambientamento è presentato come un passaggio dolce e graduale. Ed è vero. Per il bambino, spesso. Per il genitore può diventare una prova teatrale in cui deve sorridere mentre dentro sta scrivendo mentalmente il testamento affettivo. Il momento del primo distacco è un classico. Il bambino può piangere, certo. Ma spesso piange meno del previsto. Il vero protagonista è il genitore che esce fingendo disinvoltura, poi si nasconde dietro il cancello come un investigatore privato. L’asilo nido è importante perché offre ai bambini esperienze, relazioni, routine e stimoli. Imparano a stare con gli altri, a riconoscere ritmi, a sperimentare materiali, suoni, colori e pasti misteriosamente accettati. Naturalmente esiste anche il capitolo salute. Il primo anno di nido è un abbonamento non richiesto a raffreddori, tosse, febbriciattole e comunicazioni tipo: oggi abbiamo notato un po’ di nasino. Il nido ha orari. Giustamente. La famiglia ha imprevisti. Inevitabilmente. Tra riunioni che si allungano, traffico, mezzi pubblici, nonni reclutati e messaggi vocali inviati correndo, l’uscita dal nido diventa una disciplina sportiva. Ci sono poi gli oggetti da ricordare: cambio completo, calzini antiscivolo, bavaglini, ciuccio, lenzuolino, foto, sacchetto, cappellino, crema, autorizzazioni. Tutto va etichettato. L’asilo nido racconta molto più di quanto sembri. Racconta il lavoro, i tempi delle famiglie, la cura, la difficoltà di conciliare tutto senza trasformarsi in un’agenda condivisa con le gambe. Quando funziona, il nido è una piccola comunità. Bambini, educatrici, genitori, bidelli, cuoche, coordinatori: una rete di adulti che permette ai piccoli di fare una cosa gigantesca, cioè diventare un po’ più autonomi ogni giorno. L’asilo nido è insieme servizio educativo, palestra emotiva, incastro economico e rito contemporaneo. Fa paura, costa, complica, salva. Ti obbliga a fidarti, organizzarti, mollare un centimetro di controllo e accettare che tuo figlio abbia una vita sociale più strutturata della tua. ODRUSSA!

ODRUSSA è un blog di approfondimento e divulgazione. Non è una testata giornalistica e viene aggiornato senza periodicità. Cerchiamo di spiegare la realtà nel modo più accurato possibile. Se ogni tanto la realtà sembra una satira, la responsabilità è della realtà.

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